Tempo non c’è tempo
sempre più in affanno inseguo il nostro tempo
vuoto di senso, senso di vuoto.

Nel 2007 esce il singolo di Franco Battiato: il vuoto. A distanza di più di 10 anni riascolto questa canzone e mi rendo conto di quanto sia attuale, oggi più che mai.
Inseguiamo il nostro tempo, come se il tempo sfuggisse dalle nostre mani, dal nostro controllo. Corriamo, corriamo e corriamo…per trovarci sempre a pronunciare la fatidica frase “non ho tempo”.
La potenza di questa affermazione ha impatti più forti di quanto immaginiamo. Non essere in grado di gestire le nostre attività o non riuscire nei nostri intenti genera in noi una sottile e costante frustrazione, fonte di ansia e stress. Come direbbe Battiato viviamo il tempo con un senso di affanno.

Lo stesso senso di affanno nasce quando delineiamo una serie di buoni propositi ad inizio anno (la dieta, lo sport, lo studio etc..) che poi non riusciamo a portare avanti, oppure quando a fine giornata ci rendiamo conto di non essere riusciti a completare tutte le attività della nostra to do list.  L’alibi è sempre lo stesso, non c’è tempo a sufficienza.

Sembra un circolo vizioso dal quale è impossibile uscire.

Ma se avessimo più tempo a disposizione riusciremmo davvero a realizzare i nostri obiettivi, a portare in buca tutte le nostre attività?

Continuo a pensare all’incubo che oggi sembra attanagliarci tutti: “Bisogna lavorare di più per riuscire a fare tutto”.
Più ore si lavora, più ci sembra di essere produttivi.
La verità è che più si lavora, più ci si affatica e si ha così bisogno di più ore per lavorare.
È un circolo vizioso perché è il ragionamento alla base che non funziona, perché le attività non coincidono con i risultati, perché l’urgenza delle azioni prende il sopravvento sull’importanza dell’obiettivo.

Possiamo quindi porci in relazione agli eventi in due modi:

In modo re-attivo: seguendo il flusso degli eventi e cercando di “navigare a vista” (ovvero gestendo il tempo in modo passivo)
In modo pro-attivo: affrontando le circostanze e decidendo cosa fare e come (ovvero gestendo il tempo in modo attivo)

In sostanza ci sono persone che fissano obiettivi e agiscono per raggiungerli e i “risolutori di problemi”, che non programmano nulla e affrontano la giornata così come viene, svolgendo le attività che man mano capitano e sono urgenti.

La differenza è proprio questa.  Non abbiamo bisogno di più tempo ma dobbiamo imparare a gestire la nostra organizzazione del tempo. Dobbiamo prendere il controllo del nostro tempo, agirlo in modo proattivo, per utilizzarlo nel modo migliore, dando più valore a ciò che viviamo e di conseguenza alla nostra vita.

Il tempo è una risorsa preziosa che scorre, in modo logico e sequenziale (o cronologico, citando il famoso dio greco), ma la percezione di come lo viviamo è fortemente soggettiva: lo subiamo o lo cogliamo.

Cogliere le opportunità, le buone occasioni significa “acciuffare” Kairos, che nella mitologia greca rappresenta proprio il tempo che giunge e che porta con sé qualcosa di speciale.

Come riuscire a vivere un tempo di qualità e che generi in noi benessere?

Questa è la domanda chiave: dobbiamo sincronizzare i nostri tempi. Significa che dobbiamo far danzare insieme Kairos e Kronos, trovare l’equilibrio del movimento tra il tempo di quantità e qualità, muovere in parallelo le nostre attività e i nostri obiettivi.

Per trovare questa sincronia dedichiamo tempo alla progettazione e alla pianificazione non solo di ciò che è da fare (le attività urgenti) ma soprattutto di ciò che vorremmo realizzare (le attività importanti).

Proviamo ad esempio a mettere in agenda dei momenti di formazione per arricchire le nostre conoscenze oppure dedichiamo tempo allo studio delle tendenze di business e a nuove strategie operative da attuare. Riservarci questo tempo è utile per non ritrovarci sempre sopraffatti dal costante flusso dell’urgenza e per alleggerire notevolmente il nostro livello di stress.

Pianificare ed organizzare richiede tempo, ma è l’unico modo per guadagnare tempo!

Pensiamo allora ai nostri buoni propositi di inizio anno o ai nostri obiettivi che non abbiamo ancora realizzato:

  • Quanto sono importanti per noi?
  • Quanto possono essere una fonte di ricarica energetica?
  • Quanto sarà significativo il loro impatto sul nostro benessere personale e professionale?

Se la spinta dell’importanza è forte sarà più facile iniziare.

Quando si progetta in funzione dell’importanza dimentichiamoci orologi e cronometri ma prendiamo la bussola e orientiamoci verso il nostro nord ovvero in direzione dei nostri valori, della nostra visione e missione personale.

Se poniamo attenzione in modo consapevole alle nostre esperienze, nel momento stesso in cui vengono vissute vuol dire che stiamo afferrando Kairos.

Pre-vedere il suo arrivo è più facile quanto più acquisiamo consapevolezza del nostro vivere il tempo come un partner del nostro quotidiano. La meditazione OMM (One Minute Meditation) ci insegna proprio questo.

Afferriamo Kairos e forse colmeremo questo vuoto di senso, senso di vuoto intorno a noi.

Impara a gestire lo stress lavorativo, aumentando la produttività personale e del team, in termini di efficacia e efficienza con il nostro corso interaziendale “Gestione del tempo e della produttività”.

Lara Pieri

Trainer InformaAzione